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Da anni gli studiosi e gli appassionati del settore si chiedono da dove viene. Da dove viene questo senso di insoddisfazione che caratterizza le nuove generazioni.
Le risposte sono molteplici e variano a seconda del segmento generazionale e sociale che si osserva.
C’è chi non ha lavoro. E questo succede perché, a volte, non si ha l’onestà di dire che la partita delle qualifiche e dei giochetti di potere li hai persi. Quindi vuoi il tuo posto alla scrivania o piuttosto non lavori proprio.
C’è anche chi di onestà ne ha troppa e non ci sta a soggiogare il principio del merito basato sul lavoro più che il contorno. Quindi si affida all’apparato statale che, come si sa, è inefficiente e talvolta anche inefficace.
Comunque, volendo raggruppare i malesseri del nostro tempo, come molti raggruppamenti che si riferiscono all’uomo, si può annoverare: i malesseri del corpo ( a salut è la prima cosa); i malesseri dello spirito (quella lacrima che non si vede ma si capisce sul tuo volto); i malesseri della ragione (i soldi che non bastano condizioni eccezionali).
Solo di uno di questi ti voglio parlare, forse del più importante.
La tristezza è parte della ciclicità dei nostri stati d’animo. Essere tristi e insoddisfatti è fisiologico.
Ma non deve impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi. Altrimenti c’è un problema.
È c’è anche un problema quando dici che razionalmente va tutto bene perché in fondo un lavoro lo hai e si va avanti, una ragazza oppure qualche amico/a che va bene così. Insomma, da questa sensazione di insoddisfazione da dove viene? Razionalmente non dovrebbe essere così.
Negli ultimi 100-150 anni le nostre abitudini e nostri stili di vita sono cambiati in una maniera velocissima. Ma tanto davvero.
Hai mai immerso le mani in un fiume di inverno? È freddo in una maniera violenta.
Mia nonna diceva sempre che la più grande invenzione dell’uomo è stata la lavatrice. Siamo passati dal lavare i panni nei fiumi freddi alla noia che si prova a scendere sotto casa per andare in lavanderia. Dovremmo baciarle quelle mani che ci hanno permesso di arrivare fino a qui.
Portiamo i nostri pesi in macchina o in ascensore. Prima c’erano l’equilibrio delle teste delle persone.
L’ evoluzione del nostro fisico, del nostro corpo non è stata altrettanto veloce. Ovviamente.
Su alcune cose non possiamo farci molto.
Ma in generale considera che lo stato della tua psiche dipende anche dalle sostanze che hai dentro e dagli stimoli che dai al tuo organismo. In questo quello su cui le nostre azioni e abitudini possono avere impatto è il nostro metabolismo. Obbligare il nostro corpo a produrre una ricetta migliore.
Se diamo gli elementi giusti e obblighiamo il corpo a produrre alcuni tipi di enzimi il nostro equilibrio mentale ne gioverà.
Detto e ridetto. Ma sono le cose dette e ridette che proprio non ti entrano in testa.
E allora lo devi capire bene con una esperienza un po’ più forte.
La cultura musulmana è, tra le altre cose, maestra di medicina mentre quella cristiana, tra le altre cose, di nutrizione.
Mischiando le due culture ovvero l’abitudine medica di isolare gli organi della cultura musulmana tramite la privazione e gli alimenti che la religione cattolica ha isolato ne esce fuori uno strano esperimento.
Prova a digiunare per tre giorni e mangiare un cucchiaino di zucchero. Se vuoi farlo in maniera più significativa, assaggia del semplice pane e approfittane per ascoltare il tuo animo.
Ascoltati mentre assapori il tuo alimento. Ascolta il tuo corpo.
Avrà un impatto violento sul tuo corpo. Ascolta tutti le parti del tuo corpo e della tua mente che ne saranno coinvolti.
Lo sentirai bene.
Per capire ogni singolo alimento devi isolarlo. La conoscenza del metabolismo passa per le stesse sensazioni che potrebbe darti una droga. Quindi andrebbe fatta sotto controllo medico.
Se deciderai di intraprendere questo percorso ricordati una delle regole basi della nostra evoluzione il nostro corpo distingue ciò che ci fa bene da ciò ci fa male.
Tramite il gusto principalmente (i veleni sono amari) gli odori (la cacca puzza!!) e tutto il resto. Ciò che ti rende felice non ti fa male, ciò che ti provoca dolore sì.
Non c’è niente che non va in te. Devi solo mettere qualche pezza al nostro progresso.
Ingredienti buoni per il nostro tempo, di stagione. E fai movimento. Perché non siamo abituati a stare così fermi.
Il corpo umano è un organismo meraviglioso. Anche nella sua abnegazione verso l’immortalità.
Ti sembrerà strano, ma nella maggior parte dei casi la cura contro la tristezza è mangiare sano e fare movimento. Perché anche il movimento serve a dare elementi giusti alla tua mente e ad eliminare un po’ spazzatura dall’organismo.
Una prova della lentezza dell’adeguamento del nostro organismo è proprio la dipendenza delle nostre psiche dello stomaco. Il cibo e la fame sono stati così importanti nella nostra evoluzione che per alcuni è un reato di fronte a un Dio togliere il cibo ad un uomo. O indurre a toglierselo da solo.
Che bella favola credere in un giudizio universale ad una livella finale con colpo di scena. Ma quanta sapienza ci sia in alcuni concetti delle religioni di oggi e di ieri costituisce ancora un mistero.
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