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Society Project

Oneri e onori digitali

Ci sono due linee di pensiero che si intrecciano in questo discorso.

 

Le tasse.

 

La digitalizzazione.

 

Ma cominciamo dall’inizio. Si parla molto, quando cambia un governo in genere, di riforma fiscale.

 

Ma la sfida vera non è riformare. La sfida vera è attuare.

 

La politica fiscale oggi non si fa più tanto sulle percentuali di tasse a seconda del reddito. Anche se sentiamo le ore di discorsi non pertinenti alla risoluzione del problema.

 

Alla fine, conti alla mano con 30 euro al mese staremmo parlando di una riforma epocale. Storica. Utopia.

 

Le tasse servono a fare cose in maniera comune e volte convengono.

 

Le tasse e i vantaggi fiscali si fanno con i bonus. I bonus asili di turno, bonus mamma o istruzione o 80 euro oppure con ore di straordinario. Alcune sono buone altre non sono sane. Altre sono essenziali. In assoluto non è sbagliato orientale tramite sconti fiscali e bonus ad hoc anche temporanei diretti sulle categorie di persone e non solo per il reddito, ovviamente mai ad personam(s).

 

La possibilità di fare la rivoluzione c’è, però.

 

Perché il problema è che quando hai figli, lavoro, cazzi mazzi a volte non ci pensi che quelli sgravi sono diretti a te. Magari neanche lo sai. Succede che per ottenere quel vantaggio ti devi sbattere più di quanto ricevi. Succede che a volte il tuo diritto diventa merce di scambio. E questo davvero non va bene.

 

C’è anche altro intoppo. Ed è che quei soldi dovevano andare in tasca a te, interessato dello sconto fiscale! Perché tu potessi spenderli e far girare l’economia nel modo pianificato.

 

Quindi in pratica talvolta la politica fiscale non si applica perché non viene esercitata anche se vantaggiosa. È più faticoso ottenere quello sconto fiscale che vantaggioso il suo riscontro.

 

Il secondo filone riguarda il digitale che è una opportunità, ma anche un’arma a doppio taglio come tutte le innovazioni. Comunque, immagina che le tue spese/transizioni/monete sia tutte digitali, classificate, note al fisco. Che i tuoi diritti siano automaticamente riconosciuti strisciando la tua carta di credito e leggendo con attenzione le avvertenze. Non è un mondo utopico. Ma può essere sconveniente sotto alcuni scenari. Alcuni business non vanno se non evadono. E si fa finta di chiudere gli occhi. Colpevoli. Anche loro. E tutti gli altri scenari che puoi immaginare.

 

La triste potatura spesso non vede fiori raccolti, ma rami secchi non morire perché assistiti nella loro essenza che non accetta il cambiamento.

 

La distanza da dove le cose vengono decise e dove prendono forma è tanta. Bisogna farle le cose. E per farle alcune volte serve tempo. Ed il tempo è sempre la prima cosa.

 

E anche tempo di comunicarle le cose. Un esame innovativo costa anche migliaia di euro. Ci sono mesi in cui ci rimetti e mesi in cui ti ritrovano la moto, sei stato ricoverato in un ospedale, sei andato a scuola che per quanto bene o male e per mille ragioni qualcosa avrai pure imparato.

 

Queste cose sono cose importanti. La difesa, la giustizia, la sanità, ecc. E costano. E non funzionano in maniera  efficiente. Principalmente perché la coperta è corta. Quelle delle decisioni e quella delle risorse.

 

Ma questa è un’altra storia. Anche l’origine figurativa del primo conflitto tra gli uomini parla di Caino ed Abele è stato per una decisione. Si dice sia stato per invidia. Che Dio abbia accettato solo uno dei loro doni. Si dice abbia dovuto scegliere anche lui.

 

Cosa invidia la società moderna è una risposta probabilmente mista, ma se hai voglia di dirci cosa invidi rispondi a questo sondaggio:

 

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd27ZI1OGpjY3hyGmlqHZvotbXikyckGz8JZTPkSjxK13QuEw/viewform?usp=dialog

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