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Definire la parola vivo è una sfida che sempre ha affascinato filosofi e scienziati.
Non è un argomento concluso, esaurito.
Vi sono le differenze delle molte definizioni a testimoniarlo, che si contrappongono all’unicità della verità espressiva.
Nella nostra presunzione, ci piace sostenere che vivo vuol dire capace di assorbire energia e di trasformarla per assolvere al proprio progetto genetico.
Assorbire energia vuol dire principalmente nutrirsi per il corpo umano.
Essere vivo o essere morto per la tavola da pranzo.
Il Italia ne abbiamo fatto un’arte, della cucina.
Ma la vera meraviglia sta nella nostra natura. Nel nostro essere che permette di riconoscere come buone al gusto le sostanze che ci servono e ci fanno bene.
Organismo perfetto e meraviglioso il corpo umano. Capace di analizzare come un laboratorio chimico persino l’aria che ci circonda.
Il gusto è spesso un senso sottovalutato. Ma non dovrebbe esserlo. I bambini leccano le cose nel principio per conoscerle.
Le persone che ingrassano sentono meno i sapori e meno saporite e piacevoli i loro pasti.
Sensazioni molto diverse da quelle di un affamato.
Se mangi sempre cioccolata ti sembrerà meno buona del pezzettino che di davano da bambino. Perché il tuo corpo ha già quelle sostanze.
L’equilibrio alchimistico di una dieta perfetta è per definizione irraggiungibile. Determina la durata, ma anche la qualità della nostra vita. Persino l’equilibrio del tuo cervello passa per la forchetta.
La buona vita passa per la buona tavola.
Per dirne un'altra il tuo umore. Anche esso è subordinato a ciò che metti nel piatto. L’idea di come il nostro apparato digerente sia collegato ai nostri sentimenti la dovresti aver capita quando le farfalle si agitavano nel tuo stomaco .. era amore. Se il sentimento di fatto è equilibrio chimico stai sicuro che è vero anche il contrario. Quello che mangiamo influisce sui nostri sentimenti.
In Italia, ma non solo, ne è stata fatta un’arte.
Le discussioni sulla cottura di una pizza, la giusta quantità e qualità di acqua, di lievito di sale vanno avanti da secoli e dureranno per secoli.
Oggi la cultura alimentare è diventata nei suoi principi base diffusa. Ma se bastasse conoscere la parola carboidrato per poter sapere di alimentazione bhè non ci siamo capiti sulla complessità dell’argomento che stiamo trattando.
La cultura alimentare entrerà nei nostri bagagli culturali.
Il nostro progetto generico bhè non sapremo mai se davvero compiuto finché non assaggeremo tutti le cose buone del mondo.
E sì perché le sostanze sono i nostri mattoncini e non conosciamo fino in fondo il nostro progetto genetico finché non gli forniremo tutte le sostanze buone del mondo!
Se c’è una cosa che fa rabbia è dover scegliere la qualità del cibo. Ma ci sono pochi soldi in casa. E mamma mangia una cosa diversa dai bimbi che devono crescere e poi in fondo non ne ha voglia.
Sappiate che l’Italia nel fornire la sua pasta ai meno ambienti ha dato la migliore qualità possibile. Io l’ho assaggiata. Un pezzo di Italia che ti rende orgogliosi. Pasta di prima qualità.
Essere povero è percepito come una vergogna. Quindi alla mamma molto probabilmente quel pacco di pasta non arriverà e comunque non credo che saarà sufficiente. Solo l’ennesima riprova che le nostre condizioni di partenza influiscono sulla nostra vita, passando per la nostra tavola.
E allora,
ora,
quando la vedi quella mamma. E sono sicuro che sai riconoscerla al supermercato. Sai cosa fare.

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