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Society Project

Il conflitto

Qualche piccola riflessione sullo stato delle cose in un tema così attuale oggi. Il conflitto.

 

È un momento probabilmente cruciale. Una specie di punto di non ritorno.

 

O pace o guerra atomica. Perché è probabile che così andrà a finire se non si depongono le armi ora.

 

In tutto questo immaginare solo l’impiego delle armi nucleari lanciate con testate missilistiche è un concetto un po’ retrò. Visto l’impiego frequente da parte dei popoli islamici degli attentati quali azioni bellicose, bhe è facile immaginare cosa potrebbe succedere con qualche valigetta riempita di uranio arricchito e pronta ad esplodere magari in porto o un aeroporto, uno stadio, chissà. E l’uranio potrebbe essere già pronto.

 

Ogni pace si fa con la giustizia e la verità. Ma le armi si depongono anche se vince uno dei fronti combattenti.

 

La storia degli ultimi anni ha visto usare un pezzettino di terra per scannarsi, per finta. Per farsi i dispetti. O meglio i morti sono veri, ma in fondo non si sono impiegate da guerra con un impatto significativo. Non ci sarebbe stato mai un vincente in un teatro finto di guerra è stato inevitabile che una scintilla accendesse un bel fuoco. E questa volta si fa sul serio.

 

Non giova, poi, all’occidentale la sua abitudine di condire informazioni a fini persuasivi. Bisogna avere comunque il consenso dei popoli per fare una guerra e devi convincere la gente che vincerai.

 

In tutto questo che ruolo dovrebbe avrebbe l’Europa? Si può essere al fianco di uno, al fianco un altro o neutri.

 

Sicuramente c’è una opportunità in questo scenario che sa di emancipazione.

 

Dopo anni di blando dominio del fonte vincitore della Seconda guerra mondiale e questo vuoi o no ha condizionato nostre sorti, basti pensare alla ricerca scientifica militare che è indietro di anni ma anche volano di innovazione per i business nazionali piuttosto che all’impiego di energie come il nucleare piuttosto che i problemi interni con copertura internazionale… in tutto questo c’è l’opportunità di emanciparsi. Rimanere neutri e solidi uniti e con dei confini ben difesi promette il paradiso.

 

Ma i serpenti della mente, le emozioni non devono annebbiare il giudizio. Perché separare l’occidente fa comodo a molti.

 

In ogni caso le emotività sono un segnale che va colto perché c’è del vero.

 

L’Unione Europea dovrebbe avere un unico proprio esercito indipendente e questo è un buon momento per farlo. Giustificati dal repudio verso i continui confitti e guerre, Si vis pacem, para bellum.

 

Serpenti delle opinioni a parte, una pace si fa con la giustizia, la verità.

 

Ecco allora è a quel fianco che ti devi mettere. Al fianco della giustizia e della verità. E se non la trovi vuol dire che ormai c’è solo odio.

 

In ogni caso i nostri campi elisi sarebbe bene riempirli con biocarburanti almeno per le industrie, testimoniare il dolore di entrambe le parti sperando che vanifichi l’opportunità del combattimento, essere partecipi del supporto verso le popolazioni colpite e fare di tutto perché questi siano i giorni di un primo cessate il fuoco.

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