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In questi giorni emerge la notizia di scontri interni agli 007 italiani.
Cerchiamo di analizzare la questione.
Ci focalizziamo su un aspetto del problema che si chiama Agenzia informazioni e sicurezza interna.
Senza mezze misure, i servizi segreti che operano sul territorio nazionale sono una aporia in termini. Significa legittimare l’illegalità e questo non va bene.
Un paese rispettoso delle sue regole non le forza, non le viola.
Non ha bisogno di mettere in atto operazioni che non possono essere giustificate davanti ad un tribunale.
Sotto il controllo militare i danni potrebbero essere minori, ma sotto il controllo politico il risultato può essere disastroso.
Non vi sono ragioni per le quali i compiti oggi assegnati all’AISI non possano essere svolte da nuclei specializzati dei carabinieri o altri organi (includendo l’utilizzo di strumenti sofisticati). Includendo le indagini complesse. Sotto il controllo della magistratura, infatti, è molto più difficile che vengano commesse violazioni alle leggi.
I rischi di consentire ai servizi di operare nel territorio nazionale oltre alla contraddizione che rappresentano (uno stato che mente) sono molteplici e arrivano fino alla libertà di espressione del voto. Davvero lasceresti in mano ad un politico questo potere?
Il Copasir fondamentalmente non serve a niente perché opera ex-post. Quando i guai, quindi, ormai sono stati fatti. Ammesso che il marcio venga fuori.
I servizi possono essere ingaggiati per sistemare i guai di un figlio di un senatore o accelerare la carriera di amico o di un figlio illegittimo per far scattare operazioni dei servizi. Questo non è accettabile. Non è pertinente con la sicurezza della repubblica. Anzi ne viola il senso.
In un paese che si rispetti, che si prende la responsabilità di quello che fa, non ci sono patti segreti. Non ci sono cose che i cittadini non devono sapere. Non ci credenze che non possono cadere. Non ci sono cose che non si possono sapere.
Tempo fa era diverso. I servizi operavano solo all’estero in teatri guerra o paesi canaglia e di certo non stavano in mano a politici. Al solo pensiero che alcuni degli attuali rappresentati politici possano decidere nell’ambito di attività/ consentito ai servizi fa venire i brividi. È un rischio concreto ai valori che di questo paese. Questi valori son o più importanti dell’organizzazione di uno stato così come lo conosciamo oggi. Potrebbero giustificare anche la sovversione dell’organizzazione politica. Così è sempre stato nella storia dei popoli.
Ci vuole coraggio, abnegazione, onestà e giustizia per perché il potere politico rinunci al controllo degli 007.
La Meloni le palle per riformare questo le ha (metaforicamente).
I tempi sono giusti perché in questo periodo si parla di scontri interni tra gli 007 e si potrebbe cogliere la palla al balzo.
Speriamo ne abbia coscienza e volontà.
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