©

Society Project

Le tasse, a volte convengono

I modelli di attuazione della spesa pubblica possono essere differenti, ma la quantità di denaro che spendiamo in spesa pubblica è un'altra cosa.  Per modelli di attuazione intendo le caratteristiche competitive del mercato di riferimento che vede contrapposti l'industria di stato a quella privata.

Come molti, credo che ogni modello trovi una sua collocazione nel giusto scenario. L'acqua calda.

Bene, essere di destra o di sinistra in questo discorso non c'entra niente.

 Credere nell'importanza della spesa pubblica non vuol dire essere contro le aziende private perché i due modelli opposti sono strumenti attuativi e dovrebbero essere applicati secondo l'industria di riferimento.  

Non so come dirlo, ma pagare le tasse in alcuni casi conviene. 

In altre parole ci sono ragioni economiche per cui può convenire pagare le tasse a fronte di una liberalizzazione incontrollata. 

Mi riferisco ai monopoli naturali per esempio o per fare un esempio pratico alle autostrade. Immagina cosa succederebbe se fosse totalmente in mano al privato? 

I prezzi del servizio, credi sarebbero uguali? 

Il limone è l'ovvio esborso.

Lo zucchero non c'entra niente co' tutti sti discorsi.  Credere nella spesa collettiva vuol dire dare più risorse ad un decisore collettivo, vuol dire decidere e agire insieme, ma di più.
Ammettere o no una voce nell'elenco delle spese comuni è un discorso che in fondo sta nel nostro profondo. 
In quello che siamo: una strana combinazione di avarizia e generosità.

Altre ragioni, collocate in alcuni settori che vedono privilegiare l'industria di stato a quella liberalizzata sono risparmi su R&D e ancora migliore gestione degli costi fissi dovuti ad una diminuzione della variabilità degli input.   C'è del dolce e del salato nel credere sadicamente nelle tasse.

1ef1cce666211fb198f7c394488400efb6fb0f53

©